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Albamedica
14/Dic/2017

La scoliosi nel bambino rappresenta una patologia frequente, spesso diagnosticata non correttamente ed in ritardo. Quali sono le situazioni ed i sintomi clinici che ne possono fare sospettare la diagnosi?
La scoliosi idiopatica si manifesta tipicamente durante l’età dello sviluppo, intorno ai nove-undici anni, per poi evolvere con ritmi variabili fino al termine dell’accrescimento scheletrico. Colpisce il sesso femminile con un rapporto di 4 a 1 rispetto a quello maschile e in un caso su tre è ereditaria. Si presenta come una curvatura più o meno accentuata della colonna vertebrale: più è grave la curvatura, maggiore è la deformità, che si traduce in una notevole asimmetria delle spalle, del tronco e dei fianchi. La sua aggressività dipende in larga misura dall’età in cui compare, in genere quelle a evoluzione più importante sono quelle che si manifestano presto, già in età scolare (sei-nove anni) o addirittura infantile (tre-sei anni). I genitori, la scuola e l’ambiente sportivo hanno un ruolo importante perché possono segnalare posizioni scorrette o non spontanee del bambino o del ragazzo, che possono costituire dei segnali importanti e che vanno approfonditi il più presto possibile. La scoliosi deve essere sospettata quando una delle due spalle sembra più alta dell’altra o quando gli abiti indossati non cadono dritti. Il ragazzo può anche riferire un affaticamento alla regione lombare dopo essere stato a lungo seduto o in piedi nella stessa posizione. Se la scoliosi è già avanzata, possono manifestarsi anche dolori alla schiena di origine muscolare nelle aree da sforzo, per esempio, nel tratto lombosacrale.


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Albamedica
14/Dic/2017

Che cos’è la scoliosi: la scoliosi è una deformità della colonna vertebrale, associata a una torsione delle vertebre. Interessa in media il 2-3% della popolazione, con una prevalenza delle femmine rispetto ai maschi (7 su 10).
Le cause: “Nell’85% dei casi la scoliosi è idiopatica, cioè non se ne conoscono con precisione le cause”. “Probabilmente si tratta di una malattia genetica multifattoriale, che deforma la colonna vertebrale in modo progressivo. Si è visto però che c’è una predisposizione familiare, per cui se già la mamma o la nonna ne hanno sofferto, il bambino ha maggiori probabilità di esserne colpito. Non è vero invece che la scoliosi sia determinata dalle posture scorrette o dal peso eccessivo degli zaini che i bambini portano ogni giorno a scuola, che possono semmai causare a lungo andare dolori alla schiena”. Nelle altre forme meno frequenti, dette secondarie, la scoliosi può dipendere da patologie neurologiche, congenite, metaboliche.
Quando si manifesta: durante la crescita, in particolare tra i 10 e i 13 anni, età caratterizzata da una rapida crescita della struttura ossea.
Come ci si accorge se c’è: Basta fare un semplice test, detto “Adams test”: si fa piegare il ragazzo in avanti a gambe tese; se c’è scoliosi, un lato della schiena appare più alto rispetto all’altro. In tal caso occorre informare il pediatra, che indirizzerà verso lo specialista di scoliosi (fisiatra od ortopedico).


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