Dolore Cronico

2 febbraio 2018 by Albamedica
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NON SE NE PUO’ PIU’!

Uscire dal dolore cronico

 

Hai avuto una dolorosissima eruzione cutanea con bollicine e croste e ti hanno diagnosticato “Il fuoco di S. Antonio”, più precisamente un’infezione da Herpes Zoster? Ti hanno detto che sarebbe durata un paio di settimane ma invece, a distanza di mesi o addirittura di anni, il dolore non è affatto passato, senti bruciori, fitte e scosse improvvise, formicolii, spilli… non riesci a sfiorare la pelle perché ti causa un dolore insopportabile? Oppure ti è rimasto un terribile prurito?

Come probabilmente già sai, sei affetto dalla cosiddetta Nevralgia Posterpetica.

L’Herpes Zoster/Fuoco di S. Antonio colpisce più gli anziani che i giovani (7 casi su mille persone nei settantenni, 12 su mille negli ottantenni, ma poco più di 3 su mille nella popolazione generale). La cosa peggiore è che una persona su dieci, continua a subire dolore, malgrado l’eruzione cutanea sia già risolta da mesi.

 

Il tuo mal di schiena è diventato anche dolore ad una o entrambe le gambe? Oppure hai un dolore alla coscia o al polpaccio, o ai piedi, senza mal di schiena? Senti strani formicolii o bruciori? Hai uno strano intorpidimento ed hai come l’impressione che la sensibilità non sia più la stessa? Fatichi a camminare sulle punte dei piedi o sui talloni?

Molto probabilmente soffri di sciatalgia o lombosciatalgia. Le radichi del nervo sciatico probabilmente sono compresse nel tratto che emerge dalla colonna vertebrale e ti fanno percepire il dolore nelle zone che vanno ad innervare. Anche se la tua coscia, la tua gamba, o il tuo piede, non hanno niente che non va, le senti doloranti come se fossero danneggiate.

Moltissime persone soffrono di sciatalgia o lombosciatalgia, i più fortunati hanno qualche episodio acuto ogni tanto, ma nel frattempo fanno una vita del tutto normale. Altri purtroppo sono affetti da un dolore continuo, che non dà tregua mai, nemmeno di notte…

 

Hai dolori al viso o alla testa? Sono solo da un lato e sempre nella stessa zona? Riesci a identificare quasi sempre cosa è in grado di scatenare l’attacco? Spesso è sufficiente parlare, mangiare, radersi o – perfino – sorridere per precipitare un dolore improvviso, come una coltellata o una potente scossa.

Talvolta il dolore rimane di sottofondo malgrado l’attacco forte sia passato?

Potresti soffrire di nevralgia del trigemino. Nella gran parte dei casi non si riesce a capire da cosa sia generato il dolore, mentre in altri si può dimostrare una compressione del nervo trigemino.

 

Se ti sei riconosciuto in una di queste tre condizioni, hai bisogno di consultare un esperto di terapia del dolore che possa davvero aiutarti ad affrontare la tua condizione.

 

 

La terapia del dolore

La Terapia del dolore si occupa di identificare le cause e di curare il dolore di qualunque natura. Si avvale di tutte le armi disponibili: dai farmaci, alla chirurgia, all’impiego di dispositivi medicali, a strategie psicologiche, a metodologie riabilitative…

 

Il dolore non è nostro nemico

Anche se tutti lo temiamo, il dolore è un sistema di allarme indispensabile per la nostra sopravvivenza: ci permette di evitare lesioni, scoprire una malattia, evitare movimenti o situazioni pericolose… Senza il dolore la nostra vita sarebbe molto più breve e difficile.

Proprio per la sua importanza, il sistema di rilevazione del dolore è estremamente complesso, continuamente sottoposto ad un sistema di pesi e contrappesi, di segnali eccitatori ed inibitori. Tutto ciò costruisce un equilibrio dinamico, una fine regolazione della sensibilità del sistema e determina quelle che in maniera semplificata chiamiamo “le soglie del dolore”: tali soglie, in realtà, cambiano in continuazione.

 

Un equilibrio che può “saltare”

Se il nostro sistema di allarme viene continuamente o eccessivamente stimolato, può alterare il proprio funzionamento: entra in uno stato di ipersensibilità, si dice che “cronicizza”. Come una sentinella che si sente continuamente minacciata: finisce per sparare ogni volta che vede muoversi qualcosa. Il dolore, così, può svincolarsi dagli stimoli che l’hanno prodotto e possiamo provare dolore anche per il semplice contatto con i vestiti, per lo stesso calore del nostro corpo, oppure subire fitte che non sono giustificate da alcuna lesione. Questo tipo di dolore non è più “il sintomo di qualche malattia”: è esso stesso “la malattia” e bisogna curarla come tale.

Il dolore cronico comporta alterazioni importanti nel carattere, nella capacità di lavorare e di interagire con gli altri. Molti malati finiscono per non essere più creduti nemmeno da medici e familiari e questo non fa che aggravare la loro situazione.

 

Curare il dolore cronico

Abbiamo molti farmaci e molte tecniche per combattere il dolore cronico, ma molta strada resta da fare. Rimane una patologia per la quale non esistono panacee e che va affrontata con una forte dose di personalizzazione delle cure: non esiste un paziente identico ad una altro e questo vale a maggior ragione per il dolore.

Sempre più raccomandazioni e linee guida insistono per associare le terapie farmacologiche a terapie non farmacologiche di tipo fisico e di tipo psichico per affrontare il dolore cronico. In particolare il trattamento farmacologico, da solo, molto raramente può aver ragione del dolore cronico e dovrebbe essere considerato di seconda linea. Inoltre i farmaci utilizzati per il dolore cronico sono impegnativi e richiedono molta perizia per essere utilizzati in maniera oculata ed efficace, per questo è importante affidarsi a medici che hanno maturato una grande esperienza con tali sostanze.

 

Una nuova possibilità: la Scrambler Therapy

Una delle ultime frecce messe a disposizione del nostro arco è la Scrambler Therapy, un trattamento non farmacologico realizzato con un’apparecchiatura ideata in Italia: produce stimolazioni elettriche a bassa intensità, con forme d’onda e modulazioni specifiche, dirette proprio ai nervi che conducono il dolore con l’obiettivo di annullarlo rapidamente. La stimolazione riesce a ridurre il dolore in tempi estremamente rapidi e poi viene ripetuta per un ciclo che prevede normalmente dieci sedute; in seguito al ciclo completo l’effetto antalgico si stabilizza per un periodo prolungato. La stimolazione avviene attraverso la semplice applicazione di elettrodi sulla pelle, è indolore, non invasiva e totalmente priva di effetti indesiderati.

La Scrambler Therapy è particolarmente pensata per agire sul dolore cronico come ed è risultata efficace in numerosi studi soprattutto sul dolore neuropatico, anche se resistente a farmaci potenti come gli oppiacei o gli anticonvulsivanti. La percentuale di pazienti che rispondono è risultata molto elevata, comunque con una semplice prova di pochi minuti si può scoprire se il proprio dolore è suscettibile a questo trattamento.

In particolare abbiamo trattato numerosissimi casi di Nevralgia post erpetica, Nevralgia trigeminale e Lombosciatalgia. Siamo quindi particolarmente esperti su queste patologie che spesso hanno risposto in maniera sorprendente.

 

 

A chi puoi affidarti?

Il dott. Russo si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia nel 1988 all’Università di Roma Tor Vergata ed è iscritto all’Ordine dei Medici di Roma.

Ha un Master di Alta Formazione e Qualificazione in Terapia del Dolore (Tor Vergata 2016) ed un Master in Medicina Palliativa (Tor Vergata 2009).

Si occupa di Terapia del Dolore e Medicina Palliativa dal 2004 e dirige come Responsabile Medico il Servizio di Cure Palliative San Marco di Latina, (Assistenza domiciliare e Hospice) dal 2009.

Svolge la sua attività libero professionale in terapia del dolore presso lo Studio Polispecialistico Albamedica in Albano Laziale, occupandosi di dolore cronico. E’ particolarmente esperto nella Scrambler Therapy che è stato tra i primi a praticare fin dal 2010 e di cui è istruttore ufficiale. Ha tenuto numerosi corsi, conferenze e relazioni a convegni in Italia e all’estero ed è autore di pubblicazioni su riviste internazionali.

 

 

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